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Un prete mangiato da tutti

Documentario biografico




Un lavoro documentaristico sulle svariate vite vissute nei contesti più disparati
accomunati da un unico messaggio intrinseco: la ricerca dell'umanità,
delle potenzialità umane, il risveglio delle espressioni nobili  
delle persone, la condivisione, il retaggio lasciato nelle varie realtà create o da lui ispirate.
Il documentario ripercorre la sua vita attraverso i ricordi delle persone che hanno condiviso con lui
parte del suo percorso di vita.
E' il racconto del retaggio della sua esistenza, delle scelte di vita, delle sue azioni o pensieri
che hanno lasciato un segno importante nelle persone a lui vicine.
Pensiamo alla comunità di san Mauro, alle esperienze di Taizè,
le frequentazioni  con la comunità di Sestu, i pellegrinaggi al Lourdes
fino ad arrivare agli Hanseniani e all'oncologico.
Per restare nell'ambito del suo paese natale pensiamo al gruppo teatrale Olata, una realtà di rilievo ancora attiva,
al lascito di ispirazione nei confronti del gruppo suono canto e alle scelte che alcuni giovani dell'epoca
tutt'ora vivono facendo della musica il proprio lavoro.
Il Concilio Vaticano II e la storia del rinnovamento della chiesa di Roma, 
le difficoltà di alcune parti della chiesa di adeguarsi a tale rinnovamento e apertura e le difficoltà
affrontate dai sacerdoti ispirati come don Efisio nel convivere con queste realtà culturali e nonostante tutto mantenere un ricordo di Efisio
positivo allegro e propositivo.
Nel lavoro di approfondimento e di ricerca sulla sua vita, nonostante le difficoltà relazionali con alcune figure istituzionali 
resta l'immagine come di un padre che nel lavoro si confronta con mille difficoltà ma quando rientra in famiglia,
dai suoi "figli" non fa trasparire le angosce e difficoltà regala solo leggerezza, benessere spirituale e umano.





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Su boi e su domadori

  • Project Type:

    Documentary


  • Runtime:

    34 minutes 50 seconds


  • Country of Origin:

    Italy


  • Country of Filming:

    Italy


  • Film Color:

    Black & White and Color


Il rito del carnevale ad Escalaplano in Sardegna tra visione poetica, indagine sulla tradizione e analisi antropologica. Si narra che durante la notte alcuni uomini si trasformavano in buoi e muggendo si accostavano alla casa che quella notte dovevano morire. L’essere mezzo uomo e mezzo bue “Su Boi” si esibisce in corse sfrenate per le vie del paese , carica le persone e il suo domatore per incutere timore, si butta per terra emettendo muggiti. Fa da contraltare e figura placante “Su Omadori” che lo trattiene, lo punge colpendolo con il frustino. Il domatore è una sorta di stregone che interviene con un rito terapeutico molto potente detta “S'Imbruxiadura “, essa consiste nel portarte il bue all’interno di un cerchio costringendolo a rotolarsi per terra, essa, la terra, assorbirà gli influssi negativi. Il domatore toglie il copricapo alla figura taurina facendogli riacquistare simbolicamente le sembianze umane a l’avvenuto ritorno nell’umanità. Il documentario prende vita dai ricordi degli anziani, alcune volte i ricordi sono nitidi, altre sfiorano un ricordo sfumato e carico di emotività.
Il documentario si snoda tra questi due piani narrativi, la voglia di far conoscere alcuni fatti della tradizione e la necessità di raccontare per immagini ciò che dei ricordi è emozione, favola, ricordo a volte sbiadito di cui rimane comunque una forte emozione interiore. 
L’incipit descrive l’anima del documentario.
E’ una storia di strade perdute e poi ritrovate.
Raccontate come una favola, come un mistero,una magia, raccontate con l’ironia del carnevale.  Una storia popolare divenuta tradizione.
E’, e continua ad essere una ricerca dell’animo umano e le sue mille sfumature.

Prodotto per RAI
Prèmiu l'AURA e prèmiu Fedic al Babel film festival 2019


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Su boi e su domadori
Documentario

Sogni si maschere
Progetto fotografico

Il rito del carnevale ad Escalaplano tra visione poetica, indagine sulla tradizione e analisi antropologica. 

 

Il documentario prende vita dai ricordi degli anziani, alcune volte i ricordi sono nitidi, altre sfiorano un ricordo sfumato e carico di emotività.

Due i piani narrativi principali, la voglia di far conoscere alcuni fatti della tradizione e la necessità di raccontare per immagini ciò che dei ricordi è emozione, favola, ricordo a volte sfumato di cui resta una forte carica emotiva

La fotografia come interpretazione visiva dei ricordi degli anziani di quando erano bambini, sogni sfuggenti, figure in movimento lasciano scie di emozioni affievolite dal tempo, tramutate in magia.
L'utilizzo del mosso come dispersione del segno, reinterpretazione della realtà, rielaborazione intrisa dell'umano interiore e intrecciato con le pieghe del sogno.

Al medesimo tempo dinamiche e morbide, aggressive e gentili, crude e sofisticate, sfuggenti e penetranti, vestono le visioni affioranti dall'inconscio più recondito del nostro essere.

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Sogni di maschere

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Il progetto nasce dall'esigenza di dare una veste filmica nel raccontare la tradizione delle maschere del carnevale ed una veste fotografica per indagare sulle sfumature più sfuggenti.

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I racconti presentavano una sorta di fermo immagine emotivo degno di essere approfonditi fotograficamente per concedersi il tempo di soffermarsi su quelle emozioni che trasparivano dal documentario

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e che solo l'arte della fotogrfia permetteva una visione interiore più profonda.

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La connessione narrativa che lega il documentario con il lavoro fotografico e rappresentata dall'aspetto onirico in entrambi i lavori e affrontato dalla diversa prospettiva che i due linguaggi offrono

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La fotografia come interpretazione visiva dei ricordi degli anziani di quando erano bambini
sogni sfuggenti, figure in movimento lasciano scie di emozioni affievolite dal tempo, tramutate in magia.

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La memoria storica di Quartucciu

Project Type:

 Documentary

Runtime:

 90 minutes

Country of Origin:

Italy

Country of Filming:

Italy

Film Color:

Color


La memoria storica della comunità raccontata dai cittadini utilzzando la chiave narrativa del racconto popolare come consuetudine antica del tramandare le storie, i giochi, gli scherzi, i drammi, insomma la vita e i fatti legati al proprio paese di appartenenza. Tutte le comunità soffrono di una continua erosione della memoria collettiva dovuta ai flussi abitativi con una conseguente perdita di identità culturale che in passato si manteneva viva grazie alle comunità più piccole e prive di rimescolamento popolare.  Le società sono mutate ma l'importanza di una memoria storica è sempre viva.

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Insight Multimedia

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francescofadda@insightmultimedia.it

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